C’è un dolore che spesso non trova parole e, soprattutto, non trova uno spazio in cui poter essere ascoltato.
La perdita di un bambino durante la gravidanza o nei primi giorni di vita porta con sé una solitudine profonda e particolare: la sensazione di rimanere soli con le proprie aspettative spezzate, in un mondo che continua a muoversi come se nulla fosse accaduto.
Spesso chi attraversa questo lutto incontra un silenzio imbarazzato o frasi di circostanza, perché questo dolore è così profondo da non avere parole utili a lenire. Un silenzio che finisce per rendere ancora più invisibile la sofferenza.
Rompere la solitudine non significa cercare soluzioni immediate, ma 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲. Vuol dire riconoscere l’esistenza e il 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 di quella vita e di quel legame, 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 il dolore senza la fretta di “dover andare avanti”, e offrire una 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 fatta di ascolto senza giudizio e di rispetto per i tempi di ciascuno.
Come professioniste e professionisti della salute psicologica, crediamo che la consapevolezza nasca proprio dal coraggio di rompere l’isolamento e di 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗮 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮, ascoltando anche i silenzi più dolorosi.
Fonte: https://www.oprc.it/news/giornata-mondiale-della-consapevolezza-sul-lutto-perinatale-15-ottobre-2026/