Sciopero Tir in Puglia: quando si ferma il trasporto su gomma non si “rallenta” soltanto la filiera, la si manda in tilt.
In Puglia l’88% delle merci viaggia su strada: significa che basta un blocco dell’autotrasporto per trasformare la logistica agroalimentare in un sistema a singhiozzo, con prodotti che restano fermi, consegne che saltano e scaffali che rischiano di non essere riforniti in tempo.
Il risultato è immediato: ortofrutta, funghi, fiori e tutti i prodotti deperibili restano bloccati lungo il percorso, mentre il tempo – in questo settore – è letteralmente un costo.
A pesare è il caro carburanti, che sta mettendo sotto pressione l’intero sistema dei trasporti, già strutturalmente fragile perché dipendente quasi totalmente dalla gomma. Quando il costo del gasolio sale e la mobilità si inceppa, l’effetto non resta confinato ai camion: si scarica lungo tutta la catena distributiva.
E mentre la logistica si blocca, anche la produzione non respira: nell’agroalimentare aumentano i costi lungo le filiere, dall’olio d’oliva ai cereali, dagli allevamenti fino ai fertilizzanti e ai materiali di supporto. Non sono numeri astratti: sono margini che si assottigliano e imprese che faticano a restare in equilibrio.
Il punto è semplice e scomodo: quando si inceppa il trasporto, non si ferma un settore. Si mette sotto stress l’intero sistema del cibo.