Ancora una notte di furti e vandalismo ai danni delle attività imprenditoriali di Taranto. Nelle ultime due notti, diversi distributori automatici H24 sono stati presi di mira da più soggetti, con furti e danneggiamenti che hanno provocato pesanti conseguenze economiche per gli imprenditori coinvolti.
A denunciare l’ennesima escalation è Casartigiani Taranto, che torna a chiedere interventi urgenti per contrastare una situazione di crescente insicurezza.
«Siamo di fronte a una situazione ormai insostenibile. Taranto è una città già profondamente segnata dalla crisi economica e occupazionale. Non possiamo permettere che le poche imprese che continuano a investire sul territorio siano ulteriormente penalizzate dalla criminalità. Abbiamo denunciato più volte il problema della sicurezza, ma oggi servono risposte concrete, non soltanto dichiarazioni di solidarietà», afferma Stefano Castronuovo, Segretario Provinciale di Casartigiani Taranto.
A esprimere forte preoccupazione è anche Pierpaolo Carabotta, rappresentante della categoria: «Dietro ogni distributore danneggiato ci sono investimenti, sacrifici e famiglie. Gli imprenditori subiscono non soltanto il furto degli incassi, ma anche costi elevati per riparazioni, sostituzioni e interruzioni dell’attività. Non possiamo accettare che lavorare onestamente diventi una continua lotta contro furti e vandalismo».
Casartigiani Taranto rivolge un appello al Prefetto, al Questore e al Sindaco, chiedendo un rafforzamento dei controlli notturni, maggiore presenza delle Forze dell’Ordine e un potenziamento della videosorveglianza nelle aree maggiormente esposte.
L’associazione chiede inoltre che il fenomeno venga affrontato con urgenza nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, coinvolgendo anche le rappresentanze delle categorie economiche.
«Non chiediamo privilegi, ma il diritto di lavorare in sicurezza. Ogni impresa che chiude rappresenta una sconfitta per l’intera città. Taranto non può essere lasciata sola: la sicurezza delle imprese deve diventare una priorità delle istituzioni», concludono Castronuovo e Carabotta.