Comitato Polo Sud: "SÌ per una giustizia giusta." Just tv

19/01/2026



#ReferendumGiustizia – SÌ per una giustizia giusta

In vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo, desidero illustrare le ragioni della mia adesione al Comitato Polo Sud – “Sì per una giustizia giusta”, di cui sono referente cittadino, e chiarire contenuti e obiettivi della riforma sottoposta al voto dei cittadini.

L’attuale assetto dell’ordinamento giudiziario italiano prevede un unico ordine della magistratura, all’interno del quale giudici e pubblici ministeri condividono lo stesso percorso di accesso, la stessa carriera e lo stesso organo di autogoverno: il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).
Questo assetto, non adottato dalla maggior parte dei Paesi liberali europei come Francia, Germania e Regno Unito, solleva da tempo interrogativi sulla piena percezione di indipendenza e terzietà del giudice, nonché sull’equilibrio tra le funzioni di accusa e di giudizio.

Nel corso degli anni sono emersi limiti strutturali del sistema, aggravati da una crescente e preoccupante deriva correntizia della magistratura. Le correnti, nate come espressioni culturali e associative, hanno progressivamente assunto un ruolo determinante nella gestione del potere interno: dalle elezioni dei membri togati del CSM, alle nomine per gli incarichi direttivi, fino ai procedimenti disciplinari.
Tali dinamiche hanno inciso negativamente sulla credibilità dell’istituzione giudiziaria e sulla fiducia dei cittadini.

Come funziona oggi
• I magistrati che ambiscono a incarichi apicali spesso devono fare riferimento a una corrente.
• Le correnti influenzano l’elezione dei componenti togati del CSM, che decidono su trasferimenti, promozioni e procedimenti disciplinari.
• Questo sistema ha generato logiche di appartenenza e, in alcuni casi, gravi distorsioni emerse anche da inchieste giudiziarie.

Qual è il rischio

Il rischio non riguarda solo la magistratura, ma l’intera collettività:
• il giudice può apparire meno indipendente;
• il principio di terzietà può risultare indebolito;
• la fiducia dei cittadini nella giustizia viene compromessa.

La riforma costituzionale, approvata dal Parlamento e ora sottoposta a referendum confermativo, interviene proprio su questi nodi, con l’obiettivo di rafforzare indipendenza, imparzialità e trasparenza del sistema giudiziario.

In particolare prevede:
• la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, con una scelta definitiva sin dall’accesso in magistratura;
• l’istituzione di due Consigli Superiori distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, superando l’attuale commistione e riducendo il peso delle correnti. I due Consigli saranno composti per due terzi da magistrati selezionati tramite sorteggio da elenchi qualificati;
• la creazione di un’Alta Corte disciplinare autonoma, con una composizione mista e qualificata, per garantire imparzialità e rigore nei procedimenti disciplinari, sottraendoli alle logiche correntizie.

Perché votare SÌ
• Per rafforzare l’indipendenza del giudice e la sua effettiva terzietà;
• per una giustizia più trasparente e credibile;
• per restituire ai cittadini fiducia nel sistema giudiziario.

Non si tratta di una riforma “contro” la magistratura, ma a tutela della magistratura e dei cittadini, per rafforzare la separazione dei poteri e ricostruire un rapporto di fiducia tra giustizia e società.

Il referendum del 22 e 23 marzo rappresenta un passaggio democratico fondamentale. Informare correttamente i cittadini e favorire una partecipazione consapevole è una responsabilità collettiva.
Per queste ragioni sostengo convintamente il SÌ, per una giustizia più giusta, più credibile e più aderente ai principi costituzionali.

Nei prossimi giorni il Comitato Polo Sud – Sì per una giustizia giusta sarà a disposizione per rispondere a domande e chiarire dubbi.

Dott.ssa Annamaria Caggiano
Referente cittadino