IO voto NO al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026!
Il mese scorso ho aderito convintamente al comitato “Giusto dire NO” a seguito di una valutazione politica e tecnica dei quesiti referendari, che evidentemente non affrontano le vere criticità del sistema giudiziario e rischiano di produrre effetti regressivi.
- Nessun intervento strutturale!
I quesiti non incidono sulle cause reali dell’inefficienza della giustizia: carenza di organici, insufficiente digitalizzazione, organizzazione degli uffici, durata dei gradi di giudizio. Intervenire su singole norme non equivale a una riforma.
- Indebolimento dell’autonomia della magistratura!
Alcune proposte riducono le garanzie di indipendenza del giudice, esponendo la funzione giurisdizionale a logiche corporative-politiche o a pressioni esterne, in contrasto con l’equilibrio costituzionale dei poteri.
- Rischio di una giustizia meno efficace contro reati gravi!
La limitazione degli strumenti cautelari e disciplinari non tutela i diritti dei cittadini, ma può favorire l’impunità nei confronti di reati complessi, economici e contro la pubblica amministrazione.
- Una visione punitiva e ideologica della magistratura!
Il referendum nasce da una narrazione politica che individua nella magistratura il problema, anziché nel mancato investimento pubblico nella giustizia come servizio essenziale dello Stato.
La giustizia va riformata, ma con interventi organici, rispettosi della Costituzione e orientati all’efficienza e ai diritti, non con scorciatoie referendarie.
Il raggiungimento delle 500.000 firme rappresenta solo un primo ma “forte” segnale che ci obbliga a non fermarci! Continuiamo a firmare cliccando qui: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034
Nei prossimi giorni intraprenderemo una campagna di comunicazione ed informazione, con lo scopo di avviare una riflessione giusta, sana e consapevole.
Carmen Carlucci (Consigliere Comunale CON Ginosa e Marina di Ginosa)