Ginosa: "Ecologistic S.P.A. scrive alla comunità." Just tv

08/09/2026

Nota stampa Ecologistic S.p.A

Egregi Concittadini,

siamo profondamente amareggiati e colpiti dalla distorta, non veritiera, strumentale e, in alcuni casi, violenta campagna mediatica che è stata attivata nei nostri confronti, con l’obiettivo di denigrare il buon nome della nostra azienda e il lavoro che, da anni, svolgiamo sul territorio.

Riteniamo pertanto doveroso rivolgerci direttamente a voi, cittadini di Ginosa e Ginosa Marina, per fornire informazioni corrette, complete e documentate, affinché ciascuno possa formarsi una propria opinione sulla base dei fatti e degli atti ufficiali, e non di rappresentazioni parziali o tendenziose.

Chi è Ecologistic

Ecologistic rappresenta oggi una realtà di eccellenza nel panorama nazionale ed europeo nell’attuazione dei principi dell’Economia Circolare.

La nostra attività si basa sulla realizzazione di un sistema integrato di processi industriali attraverso i quali il rifiuto plastico raccolto in maniera differenziata viene trattato, recuperato e trasformato per tornare a essere materia utilizzabile, in particolare sotto forma di imballaggi e altri prodotti destinati al settore agricolo, agroindustriale e agroalimentare.

È questa la nostra missione industriale: trasformare in una risorsa ciò che oggi viene considerato un rifiuto, riducendo il ricorso allo smaltimento in discarica e favorendo il recupero di materia.

Il progetto sottoposto alla valutazione del MASE

Nel corso degli ultimi anni siamo stati oggetto di numerosi, gratuiti e ingenerosi attacchi da parte di esponenti della maggioranza del Governo cittadino, alimentati, a nostro avviso, da una comunicazione strumentale e faziosa che ha finito per mistificare il contenuto di un progetto industriale integrato sottoposto alla valutazione degli organi competenti.

Il progetto è finalizzato a completare il ciclo di recupero e riciclo dei rifiuti plastici raccolti in modo differenziato e, contestualmente, a perseguire l’autosufficienza energetica del sito.

Esso prevede l’installazione di impianti destinati prioritariamente alla produzione di materie prime seconde derivanti dal trattamento degli imballaggi raccolti quotidianamente presso le vostre abitazioni.

Il progetto comprende, inoltre, la realizzazione di una centrale termoelettrica alimentata con la frazione dei materiali plastici che, per la propria composizione polimerica, non risulta ulteriormente riciclabile e che, sottoposto alle lavorazioni prescritte dalla normativa, perde la qualifica e la natura di rifiuto per diventare una vera e propria materia prima da utilizzare agli scopi energetici in sostituzione alle fonti fossili naturali, vera causa di produzione di CO2 non compensata!

Si tratta di una componente del progetto che è stata oggetto di particolare attenzione e di numerose, rigorose e autorevoli valutazioni tecniche, sempre consapevoli che la classificazione e la disciplina di tali materiali devono essere ricondotte alle specifiche disposizioni normative nazionali ed europee e ai processi di trattamento previsti dal progetto.

L’istanza di richiesta di parere è stata depositata nel dicembre 2023. Nel corso della procedura sono stati messi a disposizione studi, relazioni e documenti elaborati da ingegneri, architetti, esperti del settore sanitario ed epidemiologico, progettisti di impianti, analisti, agronomi, archeologi, legali e altri professionisti di comprovata esperienza.

La documentazione, unitamente ai curricula dei professionisti coinvolti, è consultabile sul sito istituzionale del MASE:

 

https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/10404/15368?utm_source=chatgpt.com

Invitiamo pertanto tutti coloro che intendono esprimere un giudizio sul progetto a consultare direttamente gli atti, prima di affidarsi a ricostruzioni frettolose e di seconda mano.

La partecipazione pubblica e le osservazioni

La procedura di valutazione prevede, in un arco temporale definito dalla normativa, la possibilità per chiunque di presentare osservazioni sugli aspetti del progetto ritenuti meritevoli di approfondimento.

Il proponente è tenuto a fornire riscontro alle osservazioni, attraverso ulteriore documentazione, chiarimenti e controdeduzioni.

Questo strumento è stato utilizzato, in diversi momenti dell’iter istruttorio, dal Comune di Ginosa, con osservazioni a firma dell’ing. Bartolomeo Lucarelli, dall’avv. Luigi Campanale, dall’on. Rosa D’Amato, dal sig. Giuseppe Antonio Passarelli e dal Comitato No Termovalorizzatore.

Abbiamo risposto diligentemente alle osservazioni presentate, comprese quelle pervenute oltre i termini procedurali, producendo documentazione e studi finalizzati a fornire ogni elemento utile alla valutazione degli eventuali impatti sull’ambiente, sul territorio e sulle attività produttive.

Secondo le valutazioni contenute nella documentazione progettuale, la realizzazione dell’intero sistema integrato consentirebbe, inoltre, di ottenere benefici rispetto agli attuali flussi di trasporto dei materiali.

La possibilità di trattare e trasformare in un unico sito i materiali plastici in nuovi prodotti riciclabili e di produrre energia utilizzando una materia prima seconda già disponibile localmente consentirebbe, infatti, di ridurre la necessità di trasferire tali materiali verso altri impianti, anche situati fuori regione o all’estero, con conseguente riduzione dei trasporti e delle relative emissioni.

Un progetto sottoposto a una lunga istruttoria

Dopo il periodo dedicato alla partecipazione del pubblico, la documentazione è stata sottoposta a un articolato e prolungato iter istruttorio.

Nel corso della procedura sono intervenuti organismi tecnici quali il Comitato Tecnico per la Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Puglia, l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e gli organi tecnici del Ministero competente.

Si tratta di organismi composti da professionisti, tecnici e scienziati chiamati a esaminare gli aspetti ambientali, sanitari, territoriali e impiantistici del progetto.

La nostra società ha fornito, nel corso dell’istruttoria, tutti i chiarimenti e gli approfondimenti richiesti, confidando nel lavoro degli organi tecnici preposti alla valutazione.

Nel corso della consultazione promossa dalla Regione Puglia, inoltre, il Comune di Ginosa non ha presentato ulteriori contributi.

Il parere del Ministero della Cultura e la decisione del Consiglio dei Ministri

È vero che il Ministero della Cultura ha espresso, oltre i termini previsti dalla procedura, un parere sfavorevole.

È altrettanto vero che tale parere, pur previsto nell'ambito della procedura, non equivale automaticamente a una decisione conclusiva e vincolante sull’intero procedimento.

Il parere del Ministero della Cultura si è concentrato, in particolare, sulle criticità ritenute connesse alle opere di ampliamento del sedime industriale e al conseguente consumo di suolo.

Tale valutazione non è stata condivisa dagli altri soggetti coinvolti nel procedimento nei termini e secondo le valutazioni riportate negli atti istruttori, nei quali sono stati esaminati anche gli indici di edificabilità e l’incidenza delle nuove costruzioni sull’area interessata.

A seguito dell’iter amministrativo, il Consiglio dei Ministri, in data 7 agosto 2026, ha adottato il provvedimento di Valutazione Ambientale esprimendo parere favorevole (anche in sostituzione del MIC).

Questo è il dato ufficiale dal quale occorre partire.

La campagna mediatica successiva

Dalla diffusione della notizia, avvenuta principalmente attraverso canali politici e mediatici, si è sviluppata una campagna che, a nostro giudizio, ha finito per alimentare nella cittadinanza un clima di forte preoccupazione e allarme.

Sono stati organizzati incontri, dirette sui social, commissioni e interviste nei quali, a nostro avviso, i contenuti del progetto e degli atti amministrativi sono stati spesso rappresentati in maniera parziale e non appropriata.

Sono state inoltre sovrapposte questioni differenti, estranee al progetto o comunque non direttamente collegate ad esso, fino a creare un quadro complessivo che rischia di rendere estremamente difficile per i cittadini distinguere i fatti dalle opinioni (alimentate ad arte inducendo timori e paure).

Noi riteniamo che il confronto debba essere diverso.

Il dissenso è legittimo. La critica è legittima. La richiesta di approfondimenti è legittima.

Ciò che chiediamo è che tutto questo avvenga sulla base dei documenti, dei dati e delle procedure amministrative e tecniche effettivamente esistenti; ma soprattutto che le verifiche siano affidate da chi si dice contrario a questa iniziativa a personalità tecniche e scientifiche di alto profilo, si ‘ da potersi almeno avvicinare alla autorevolezza dei componenti degli organismi tecnici regionali e nazionali che hanno espresso i pareri favorevoli

La questione dell’ex Miroglio

In questo confuso contesto è stata inserita anche la questione relativa al trasferimento della proprietà della seconda porzione dell’immobile ex Miroglio.

È necessario fare chiarezza anche su questo punto.

Il Comune di Ginosa risulta proprietario dell’immobile in virtù degli accordi sottoscritti nell’ambito della vertenza industriale, con l’obiettivo di garantire il rispetto degli impegni assunti e prevedendo, al verificarsi delle condizioni stabilite, il trasferimento dell’asset all’impresa adempiente.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dopo aver verificato l’adempimento degli impegni assunti da Ecologistic S.p.A., in data 14 settembre 2023 ha dichiarato conclusa la vertenza Ex Miroglio, disponendo il trasferimento al Comune di Ginosa degli asset corrispondenti alla seconda porzione dello stabilimento e richiamando gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo.

Il relativo verbale è consultabile sul sito istituzionale del MIMIT:

https://www.mimit.gov.it/it/impresa/imprese-in-difficolta/verbali/verbale-di-incontro-ecologistic-14-settembre-2023?utm_source=chatgpt.com

Nel corso di diversi incontri istituzionali, compreso quello ministeriale del 14 settembre 2023, il Sindaco avrebbe ricondotto il mancato trasferimento alla necessità di verificare l’effettivo adempimento degli impegni assunti dalla società.

Successivamente, però, è stata resa pubblica una posizione diversa, secondo la quale la proprietà non sarebbe stata trasferita fino alla rinuncia, da parte di Ecologistic, al progetto della centrale termoelettrica, impropriamente definita in tutte le occasioni come “inceneritore”.

Riteniamo che anche su questo tema debbano essere gli atti e gli accordi sottoscritti a parlare.

Lo stabilimento Natuzzi

Con analoga attenzione è stata accolta la nostra iniziativa di acquisire lo stabilimento, ormai inutilizzato da oltre quindici anni, della Natuzzi S.p.A.

Anche in questo caso si sono diffuse rappresentazioni estremamente allarmistiche, arrivando in alcuni casi a evocare scenari di devastazione ambientale, culturale e sociale e persino possibili emergenze sanitarie.

La realtà del progetto industriale che intendiamo realizzare è molto diversa.

In quello stabilimento Ecologistic intende installare linee produttive dedicate alla realizzazione di imballaggi e manufatti destinati al settore agricolo, agroindustriale e agroalimentare.

Si tratta di un investimento produttivo che, nelle nostre intenzioni, punta a utilizzare tecnologie moderne e coerenti con i principi dell’Economia Circolare, del recupero e del riciclo della plastica.

La plastica fa ormai parte della nostra quotidianità. La questione non è ignorarne l’utilizzo, ma fare in modo che, una volta raccolta, possa essere recuperata, riciclata e trasformata in nuovi prodotti, riducendo il ricorso allo smaltimento in discarica.

Il lavoro non è un ricatto

Non intendiamo fare dell’occupazione uno strumento di pressione.

L’occupazione, semplicemente, è uno degli effetti positivi che un’attività industriale può produrre sul territorio.

Ecologistic non ha mai utilizzato i propri lavoratori come strumento per ottenere sostegni economici o concessioni.

Non abbiamo mai mancato al pagamento di una mensilità per il lavoro prestato dai nostri collaboratori e non abbiamo mai annunciato riduzioni dei livelli occupazionali.

Al contrario, siamo alla continua ricerca di lavoratori e professionalità che possano contribuire alla realizzazione degli ambiziosi progetti industriali che abbiamo programmato.

L’iniziativa relativa allo stabilimento Natuzzi prevede inoltre l’impegno a ricollocare 40 lavoratori della società cedente, attualmente percettori di ammortizzatori sociali e costretti a vivere nell’incertezza rispetto al proprio futuro.

Per noi questo non rappresenta un ricatto.

Rappresenta una responsabilità sociale.

Cosa vogliamo realizzare

Vorremmo pertanto rassicurare tutti voi, cari Concittadini, sugli obiettivi che intendiamo perseguire.

La realizzazione del progetto è stata concepita per produrre benefici:

-          ambientali, attraverso il recupero e il riciclo della plastica raccolta in maniera differenziata;

-          industriali, attraverso la realizzazione di un sistema produttivo integrato;

-          agricoli e agroalimentari, grazie alla produzione di imballaggi e manufatti destinati a questi comparti;

-          occupazionali, attraverso il consolidamento delle attività esistenti e la realizzazione di nuovi investimenti;

-          energetici, attraverso la ricerca dell’autosufficienza del sito e la valorizzazione della componente non ulteriormente riciclabile prevista dal progetto.

E non siamo noi soltanto ad affermarlo.

Ogni ambito tematico del progetto è stato analizzato da professionisti specializzati. La documentazione prodotta è stata sottoposta alla valutazione degli organismi competenti e confrontata con una vasta letteratura scientifica e tecnica relativa a modelli produttivi analoghi, presenti in Italia e all’estero.

Esistono realtà nelle quali sistemi integrati di gestione, recupero e valorizzazione dei rifiuti hanno contribuito alla costruzione di modelli virtuosi, capaci di massimizzare il recupero di materia e ridurre il ricorso allo smaltimento.

Non è un tema astratto.

Proprio in questi giorni si torna a parlare del rischio di difficoltà e rallentamenti nella raccolta differenziata in numerosi Comuni pugliesi a causa dell’insufficiente disponibilità di impianti capaci di trattare le quantità di materiali conferiti dai cittadini.

Questo, naturalmente, non significa sostenere la necessità di sovradimensionare gli impianti.

Significa, al contrario, che occorre costruire sistemi industriali equilibrati, integrati ed efficienti, capaci di massimizzare il recupero e il riciclo delle frazioni raccolte e, laddove tecnicamente possibile, di ridurre la dipendenza da fonti energetiche tradizionali.

La sostenibilità deve essere ambientale, ma anche industriale ed economica.

Un prodotto riciclato deve poter competere con un prodotto realizzato a partire dalla materia prima, altrimenti il modello dell’Economia Circolare rischia di non essere economicamente sostenibile nel lungo periodo.

Ecologistic fa impresa, non politica

Ecologistic fa impresa.

Non fa politica.

Non intendiamo entrare in campagne elettorali né essere coinvolti in contrapposizioni politiche che nulla hanno a che vedere con la nostra attività industriale.

In questi anni abbiamo dimostrato concretamente il nostro impegno.

Abbiamo sviluppato e consolidato attività industriali sul territorio nazionale, contribuendo alla crescita della nostra comunità e alla stabilizzazione di centinaia di lavoratori.

Abbiamo sostenuto economicamente iniziative sociali e ambientali realizzate dal Comune di Ginosa, anche attraverso un contributo annuale.

Abbiamo operato nel settore del recupero e del riciclo dei rifiuti raccolti in maniera differenziata, con l’obiettivo di valorizzare una risorsa e ridurre il ricorso allo smaltimento.

A dimostrazione del nostro impegno per l’ambiente nella ricerca di soluzioni tecnologiche che privilegino scelte sostenibili in materia di approvvigionamenti energetici green, abbiamo realizzato uno tra i più grandi impianti fotovoltaici montati sulle strutture presenti nello stabilimento con una capacità nominale di 5,5 MWp. Purtroppo, l’energia solare – al pari di quella eolica – è caratterizzata da intermittenza. Per un'impresa energivora come la nostra, strutturata su cicli produttivi a ciclo continuo, queste forme di autoproduzione non consentono ancora di raggiungere la piena autosufficienza energetica.

Questo è il nostro lavoro.

Un confronto aperto, basato sui fatti

Sappiamo perfettamente che le nostre rassicurazioni, da sole, potrebbero non essere sufficienti a dissipare dubbi e preoccupazioni.

Ed è proprio per questo che non chiediamo ai cittadini di crederci sulla parola.

Chiediamo loro di informarsi.

Invitiamo tutti coloro che intendono esprimere legittimamente la propria opinione sul progetto a consultare integralmente la documentazione pubblicata sul sito del MASE e a leggere gli atti sui quali si è sviluppato l’intero procedimento.

Ma soprattutto vogliamo fare un passo ulteriore.

Abbiamo intenzione di organizzare un incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza, ai tecnici, agli esperti in materia sanitaria e ambientale, ai progettisti, alle associazioni, agli amministratori e a tutti coloro che vorranno partecipare.

Sarà un'occasione nella quale sarà possibile porre domande, chiedere chiarimenti e confrontarsi direttamente con i professionisti che hanno contribuito alla predisposizione della documentazione esaminata dagli organismi preposti alla valutazione.

Non vogliamo un incontro celebrativo.

Vogliamo un confronto vero.

Chiunque abbia dubbi potrà porre liberamente le proprie domande, ma ci auguriamo che il confronto possa avvenire senza preconcetti ideologici, posizioni politiche precostituite o visioni di un ambientalismo astratto e utopistico, e che ogni valutazione possa essere ricondotta alla concretezza dei dati, degli studi e delle evidenze scientifiche.

Chiunque ritenga che un aspetto del progetto debba essere approfondito potrà chiedere spiegazioni.

Chiunque disponga di dati o valutazioni differenti potrà presentarli.

Perché siamo convinti che la tutela dell’ambiente, della salute e del territorio non appartenga a una parte politica, a un comitato o a un’impresa.

Appartiene a tutti.

Sarà nostra premura comunicare alla popolazione la data e il luogo dell’incontro.

Allo stesso modo, per consentire a tutti di conoscere concretamente ciò che oggi viene realizzato all’interno dei nostri stabilimenti, organizzeremo un evento aperto presso lo stabilimento, dedicato alla conoscenza diretta delle attività produttive.

Sarà possibile vedere e comprendere le diverse fasi di lavorazione, recupero, riciclo e trasformazione della plastica raccolta in maniera differenziata e la successiva produzione di imballaggi e manufatti destinati al settore agricolo.

Vogliamo che i cittadini possano vedere con i propri occhi ciò che facciamo.

Perché riteniamo che, quando si parla di ambiente, industria e salute, la conoscenza diretta sia sempre più utile della paura e il confronto più costruttivo della contrapposizione.

A tutti voi chiediamo soltanto una cosa: prima di giudicare, informatevi.

Leggete gli atti.

Consultate la documentazione.

Ponete domande.

Partecipate al confronto.

Noi saremo lì, pronti a rispondere.

Ecologistic continuerà a fare la propria parte: investire, creare lavoro, recuperare materia, sviluppare industria e contribuire alla crescita del territorio nel rispetto delle norme e dell’ambiente.

Con rispetto per tutti e con la convinzione che Ginosa e la sua comunità meritino un confronto fondato sui fatti, sulla trasparenza e sulla responsabilità.

 

Ecologistic S.p.A