La decisione di Natuzzi di delocalizzare gran parte della produzione al di fuori dei confini nazionali, dopo anni segnati dal ricorso agli ammortizzatori sociali, ha rappresentato un duro colpo per migliaia di famiglie e per un territorio già profondamente provato da una lunga stagione di incertezze e promesse disattese.
In questo contesto complesso, l'incontro tenutosi oggi presso la Sala Jeso della Presidenza della Regione Puglia assume un significato che va ben oltre il semplice adempimento istituzionale. Il tavolo convocato dal Comitato SEPAC e coordinato dal Dott. Caroli ha riunito organizzazioni sindacali, RSU, RSA, Arpal e rappresentanti aziendali per affrontare una delle vertenze più delicate degli ultimi anni.
Dal confronto è emerso il progetto di reindustrializzazione presentato da Ecologistic Spa di Ginosa. L'azienda ha infatti confermato la manifestazione di interesse depositata nel dicembre 2025 per l'acquisizione e il rilancio del sito produttivo locale, fermo da oltre dieci anni.
Si tratta di un'iniziativa che richiama un precedente significativo: il recupero dell'ex stabilimento Miroglio, realizzato undici anni fa, a testimonianza di come un'imprenditoria radicata sul territorio possa generare sviluppo e occupazione anche in contesti particolarmente difficili.
Elemento centrale del piano industriale è il programma di assunzioni destinato a quaranta lavoratori provenienti dal bacino Natuzzi. Le nuove risorse saranno inserite sia nelle attività produttive già operative sia nei progetti in fase di avvio presso il sito di Contrada Girifalco, sostenuti da investimenti già programmati e in corso di realizzazione.
Le risposte fornite dalla dirigenza di Ecologistic durante il confronto con le organizzazioni sindacali hanno contribuito a rafforzare la credibilità dell'intervento, tanto da ottenere il riconoscimento della stessa Natuzzi, che ha confermato la volontà di procedere alla cessione dello stabilimento, riconoscendo il valore di una soluzione capace di offrire prospettive occupazionali concrete a quaranta famiglie.
Il clima costruttivo emerso durante l'incontro, sottolineato anche dal presidente Caroli, apre ora una fase decisiva che richiede rapidità e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. L'obiettivo condiviso è completare in tempi brevi il percorso negoziale per consentire ad Arpal di avviare le attività di formazione e riqualificazione professionale necessarie all'inserimento dei lavoratori.
La vertenza Natuzzi dimostra che, anche di fronte alle difficoltà generate dalle strategie di delocalizzazione delle grandi aziende, il territorio può reagire attraverso progettualità concrete, investimenti responsabili e una forte sinergia tra istituzioni, imprese e parti sociali.