I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto e della Compagnia di Manduria, al termine di una serrata attività investigativa sviluppata nelle ore immediatamente successive ai fatti, hanno arrestato un minorenne, presunto responsabile di un grave episodio avvenuto nella notte dell’11 agosto 2026 presso la marina di Pulsano, dove un giovane è rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco.
L’intervento dei militari è scattato intorno alle 02.20, quando la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Manduria ha inviato sul posto una pattuglia, a seguito della segnalazione di una persona ferita da arma da fuoco all’interno di un parcheggio situato nella zona della litoranea.
All’arrivo dei Carabinieri, la vittima era già stata soccorsa e trasportata presso l’ospedale “SS. Annunziata” di Taranto, mentre l’area interessata dall’episodio veniva immediatamente delimitata per consentire lo svolgimento dei primi accertamenti tecnici.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nella fase delle indagini preliminari, l’origine dell’episodio sarebbe da ricondurre a un fatto apparentemente banale avvenuto poco prima nei pressi di un locale della zona.
La vittima avrebbe infatti raccontato ai militari che, nel corso della serata, mentre stava uscendo dal locale e attraversava la strada, avrebbe accidentalmente urtato un giovane a lui sconosciuto. Il contatto tra i due avrebbe provocato il rovesciamento di una bevanda e da quell’episodio sarebbe nato un breve ma acceso diverbio.
Una circostanza, quindi, del tutto occasionale e apparentemente priva di particolari conseguenze: dopo lo scambio di parole, infatti, i due si sarebbero inizialmente separati. La vittima avrebbe proseguito verso un’area di parcheggio situata dall’altro lato della carreggiata, mentre l’altro giovane si sarebbe allontanato.
È proprio ciò che sarebbe accaduto nei minuti immediatamente successivi a costituire, secondo l’ipotesi investigativa, il possibile sviluppo di quel primo contrasto. Poco dopo, infatti, uno scooter con a bordo due giovani avrebbe raggiunto l’area di parcheggio nella quale si trovava la vittima.
La dinamica dell’azione è stata ricostruita dai Carabinieri anche attraverso l’acquisizione e l’attenta analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, tra cui quelli del parcheggio e di alcune attività vicine. Le registrazioni, secondo quanto emerso dalle indagini, mostrerebbero lo scooter fare ingresso nell’area, con due persone a bordo. Il passeggero sarebbe quindi sceso dal mezzo impugnando una pistola nella mano destra. A quel punto la vittima, accortasi della presenza dell’arma e compreso il pericolo, avrebbe immediatamente iniziato a correre nel tentativo di mettersi in salvo e allontanarsi dall’aggressore.
La fuga, tuttavia, non avrebbe fermato l’azione. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane armato avrebbe inseguito la vittima. Le immagini avrebbero quindi documentato una sequenza particolarmente significativa ai fini della ricostruzione investigativa: mentre il giovane tentava di fuggire dando le spalle al suo inseguitore, quest’ultimo avrebbe disteso il braccio, puntato la pistola nella sua direzione ed esploso tre colpi.
Uno dei proiettili avrebbe raggiunto la vittima da dietro, nella regione lombosacrale, mentre questa era ancora intenta ad allontanarsi. Dopo aver esploso i colpi, il presunto autore dell’azione avrebbe raggiunto nuovamente lo scooter sul quale lo attendeva il complice, risalendo a bordo e allontanandosi rapidamente dalla zona.
Fin dalle prime ore della notte, i Carabinieri hanno avviato una vasta attività di ricerca e di ricostruzione dell’accaduto. Infatti, subito dopo l’accaduto, personale specializzato della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo e della Sezione Operativa della Compagnia di Manduria ha effettuato gli accertamenti sul luogo dell’evento. Nel corso del sopralluogo sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro oggetti e individuate tracce che hanno contribuito a individuare sia il punto nel quale la vittima sarebbe stata raggiunta dal colpo, sia l’area nella quale le sarebbero stati prestati i primi soccorsi.
Parallelamente, gli investigatori hanno acquisito e visionato numerosi filmati provenienti dai sistemi di videosorveglianza della zona, ricostruendo gli spostamenti dei soggetti coinvolti e concentrando progressivamente l’attenzione investigativa sul presunto autore materiale degli spari, nonché avviato una numerosa serie di escussioni testimoniali.
Le immagini avrebbero consentito di osservare chiaramente diversi particolari del giovane armato, ripreso durante le varie fasi dell’azione. Ulteriori riscontri sarebbero poi emersi dall’analisi investigativa di contenuti pubblicati sui social network, attraverso i quali i militari avrebbero individuato elementi ritenuti compatibili con l’abbigliamento visibile nelle registrazioni della notte.
Un altro importante tassello delle indagini è emerso poche decine di minuti dopo la sparatoria. Poco dopo la sparatoria, infatti, i Carabinieri hanno rinvenuto, a Leporano, un motociclo abbandonato, ancora acceso e con le chiavi inserite nel quadro, che sarebbe stato lasciato improvvisamente sul posto. Gli accertamenti successivi hanno consentito di ricondurre poi il mezzo al nucleo familiare del minorenne poi arrestato. Anche il modello e il colore dello scooter sarebbero risultati compatibili con le caratteristiche del motociclo visibile nelle immagini relative all’azione avvenuta a Pulsano.
La circostanza è stata valutata dagli investigatori insieme agli altri elementi raccolti nel corso della notte, anche in considerazione della posizione geografica nella quale il mezzo è stato rinvenuto e della possibile direttrice di allontanamento dalla zona di Pulsano verso Taranto.
Le ricerche del giovane sono quindi proseguite senza interruzione. Nella tarda mattinata, il minorenne è stato infine individuato dai Carabinieri e le attività investigative sono proseguite anche presso il complesso residenziale nel quale vive. Nel corso degli ulteriori accertamenti, gli investigatori hanno rinvenuto sul tetto di una delle palazzine una pistola successivamente sottoposta a sequestro. L’arma è risultata essere una pistola originariamente a salve, modificata, marca “Bruni”, modello “92 FS”, calibro 9, ritenuta clandestina in quanto modificata e priva dei prescritti elementi identificativi. La pistola è stata rinvenuta, all’interno di un marsupio che sarebbe stato utilizzato dall’indagato per portarla con sé, con il caricatore inserito, al cui interno erano presenti alcune cartucce.
L’arma e il restante materiale sequestrato saranno sottoposti agli ulteriori accertamenti tecnici e balistici ritenuti necessari dall’Autorità Giudiziaria, anche allo scopo di verificarne l’eventuale collegamento con i reperti recuperati sul luogo della sparatoria.
Al termine delle attività di polizia giudiziaria, valutato il complesso degli elementi raccolti e la gravità dell’episodio, il minorenne è stato dichiarato in stato di arresto perché presunto responsabile, in concorso con un secondo soggetto allo stato non identificato, di tentato omicidio nonché di violazioni della normativa in materia di armi.
Al termine delle formalità di rito, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Taranto, ha disposto il trasferimento del giovane presso l’Istituto Penale per Minorenni di Lecce.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, anche in ragione della minore età dell’indagato, devono essere assicurate tutte le garanzie previste dall’ordinamento. Le responsabilità contestate dovranno essere definitivamente accertate nel corso del successivo procedimento e con sentenza irrevocabile, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.