Nel pomeriggio del 1 settembre, i Carabinieri della Sezione Operativa della locale Compagnia hanno arrestato due uomini, un 53enne e un 26enne, entrambi tarantini, presunti responsabili, a vario titolo, in un’attività di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e di invasione di terreni o edifici destinati a uso pubblico.
L’operazione è scattata nell’ambito di una perquisizione personale e domiciliare eseguita all’interno di un alloggio di edilizia popolare che, secondo quanto accertato dai militari dell’Arma, sarebbe stato occupato abusivamente dai due uomini.
Durante i controlli, i Carabinieri hanno inoltre scoperto una serie di accorgimenti predisposti, secondo l’ipotesi investigativa, per rendere più difficoltoso l’intervento delle forze dell’ordine. L’abitazione risultava alimentata mediante un allaccio abusivo alla rete elettrica ed era dotata di un sistema di videosorveglianza composto da monitor, telecamere e dispositivo DVR.
La perquisizione ha portato al rinvenimento di complessivi 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo verosimilmente cocaina, in parte contenuti in un’unica pietra e in parte già suddivisi in dosi, oltre a 46 grammi di eroina in un’unica pietra e ad altri 116 grammi della stessa sostanza già confezionati in dosi.
Nel corso dell’intervento è stata sequestrata anche la somma in contanti di 70 euro, suddivisa in banconote di diverso taglio, che gli investigatori ritengono presumibilmente essere riconducibile all’attività di spaccio. Recuperati inoltre bilancini di precisione e materiale comunemente utilizzato per il confezionamento delle sostanze stupefacenti.
Particolare rilievo ha assunto il ritrovamento di alcuni campanelli wireless che, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, sarebbero stati utilizzati come sistema di segnalazione e da “vedetta”, insieme all’impianto di videosorveglianza, per controllare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.
Da una stima effettuata sulla base dei prezzi medi rilevati dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, la droga sequestrata avrebbe potuto fruttare sul mercato dello spaccio circa 7.500 euro.
La sostanza stupefacente e il restante materiale rinvenuto sono stati sequestrati. La droga sarà sottoposta agli accertamenti previsti presso il L.A.S.S. del Comando Provinciale di Taranto, mentre il denaro sarà versato sul Fondo Unico Giustizia.
Al termine delle formalità di rito, il 53enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Taranto, mentre il 26enne è stato condotto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, secondo quanto disposto dall’Autorità Giudiziaria.
La posizione dei due indagati dovrà ora essere esaminata nel corso del procedimento. Per entrambi vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.